(..)le figure che la rete metallica costruisce si trasformano in profili, al confine tra visibile e l‘invisibile, diventando segni assoluti. La luce e il colore sostanziano le sculture e fra gli infiniti incroci della rete affiorano sentimenti,ricordi,sensazioni. In quegli infiniti incroci nasce un’infinità di segni crepitanti: la griglia metallica evoca minacciosamente incubi,narra pacatamente fedeltà. Visioni tutte da indagare circolarmente, percorrendo l’opera nella sua tridimensionalità.

(testo di Tiziana Pescopiello. Corriere di Firenze in occasione della mostra Cani Camera Oscura a San Casciano a cura di Cornelia Lauf)

Cani 2001 Camera Oscura San Casciano ai Bagni, Chiusi

Salvataggio 2002 Stampa fotografica 1 di 4 b/n 210 x 19,7 Tracce di un seminario Galleria VIAFARINI – Milano