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Dell‘abitare il corpo e l’alterità nelle sue estensioni e coniugazioni.

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veduta dell’installazione Iper_Tenda Mattatoio la Pelanda IPER 024

La mia ricerca si sviluppa sul confine, tra abbandono e resistenza.

Mi interessa la condizione del corpo in stato di emergenza, mero simulacro, in continuo scarto a se stesso e oltre sé, quando si offre in sospensione, tra l’apparire e lo scomparire in una transversalita’ temporale, ed emerge, affiora, presente.

Salvataggio 2002 (provino a contatto) C-print

Il mio operare spazia inevitabilmente tra linguaggi diversi, tornando sempre alla pittura, linguaggio che mi collega inevitabilmente alla storia, quale portato da affrontare anche nella sua logica inesorabile, lineare, ridefinendone le coordinate, ripartendo dalle linee. Riannodando un contatto tra corpo, coscienza e immaginario: ricollegando gesto, immaginazione e memoria in una dimensione generativa, gestante. Natura naturante.

Vite (omaggio al Mantegna) 2007 acrilico su tela 300 x 200 cm (courtesy Reinhardt)

Un percorso di riappropriazione nello scarto alla linea, dello scarto, per una circolarità; alimentando, oggi, quello che è bacino “antico” di virtualità, nel restituire al corpo la dimensione negata da una storia coloniale, patriarcale.

Un avanzare, procede, generativo, al quale la pittura, nella scelta del grande formato, apporta una pratica che implica inevitabilmente il corpo tutto. Dove l’astrazione anche più siderale si ricollega al gesto, ad una condizione dell’agire nello spazio, in un rapporto diretto con la materia, in un dialogo diretto con la luce, attraverso il colore, offrendo una possibilità di riscatto nel contatto e una possibilità di presenza nella condivisione, nell’addentrare, esercitare, disporre una virtualità che altro non è che spazio di immaginazione.

Matrimonio – (Raumshiff) 2009 acrilico su tela 300 x 200 cm
Terreno di viaggio e luogo di trasformazione, da riabilitare ripartendo dal corpo, espropriato e meccanizzato, implicandolo inevitabilmente come gestante e non mero fruitore, per restituirlo alla sua dimensione politica. Territorio di riferimento ed esplorazione, la pittura è pratica dell’alta tecnologia del corpo umano, tra memoria gesto ed evocazione.
Looking for Caledonia 2001 (1 di 5) Cprint 15 x 10 carolina d’invito alla mostra About Caledonia Galleria Soligo Art Project. Roma

(…)sono i vuoti e le aporie della storia ad essere esplorati, in una indagine antropologica simulata ma ben decisa a smascherare le finte innocenze degli assetti geo politici: “Caledonia esiste come luogo della mente, che come tale è ancora vivo e produttore di idee e messaggi”.
Maria Teresa Roberto

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