ABOUT CALEDONIA 2001

L‘altrove, come luogo fisico e sopratutto come progetto utopico, e‘ una presenza costante nel lavoro di Valeria Sanguini. Si tratti di disegnare la geografia di un continente immaginario, di raccoglierne e catalogarne i (falsi) reperti, di rappresentare allusivamente i paesaggi, cio‘ che interessa l‘artista e‘ sopratutti la possibilita‘ di indurre lo spettatore ad uno stacco, a una momentanea interruzione dell‘incredulita‘ (..)

Stefano Chiodi catalogo Prototipi 0.1 2001 Sossella ed.

Edonia (Cal-edonia-c’è) 2001 Polistirolo-gesso-colori acrilici 100x70x35cm. Prototipi 0.1 Fondazione Olivetti, Roma

CAL EDONIA C’E’ 2001 e’ un muro in polistirolo, gesso e colori acrili esposto contemporaneamente in tre spazi espositivi a Roma*. Il testo inciso nel muro che attraversa i tre spazi espositivi cita la scritta <DIO C’E’> che si ritrova in spazi desolati della periferia urbana. La leggenda urbana vuole che segnali luoghi di spaccio di droga. (suggerendo l’acronimo Dio c’e’ / Droga In Offerta: Costi Economici).

Looking for Caledonia 2001 Cprint 15 x 10 Invito alla mostra About Caledonia. Galleria Soligo Art Project. Roma

About Caledonia è una narrazione, il luogo è stato ribattezzato come lo sono i territori delle colonie, traslando nomi esistenti, altrove, colonizzando nella sovrapposizione/negazione che è appropriazione. Una narrazione che parte solo prendendo atto della devastazione del colonialismo, della cancellazione dell’altro e ne ripropone la violenza simulata quanto artefatta in uno spazio espositivo, anch‘esso partecipe nella sua clinicità posticcia, dell‘artificio, dell‘esplorazione fine a se stessa.
Ho dedicato la mostra a Maurice Leenhardt e alla lettura di DO KAMO La personne et le mythe dans le monde mélanésien dalla quale traggo spunto per la ricostruzione del luogo e la vegetazione.

Salvavita 2002 veduta dell’installazione Soligo Art project Roma

l’avventuriero 2001 About Caledonia 120 x 50 x 40 polistirolo, acrilico e stuzzicadenti

La Caledonia di Valeria Sanguini è un luogo mentale bianco e inesplorato che aspetta di essere visitato da esploratori che, sfuggendo alla realtà oggettiva,desiderano un posto ideale ma dove inevitabilmente trascinano quei germi nocivi del loro mondo di provenienza. Sul terreno di Caledonia alcuni sacchetti verdi, contenenti semi transgenici, testimoniano proprio l’insediamento dei nuovi visitatori. L‘installazione va osservata anche attraverso una prospettiva temporale. Il pavimento candido, infatti, verrà fotografato al termine della mostra, presentando le orme di coloro che si sono affacciati in questa isola immaginaria.

Se Caledonia è un luogo dell’anima, essa riserverà rifugio e appigli per salvarsi. Infatti i salvavita che pendono sospesi, simili a salvagente, hanno una chiusura che rimanda ai vecchi corsetti femminili quasi per assumere una connotazione di privata e intima esplorazione. Le leggi fisiche del mondo ordinario vengono rovesciate: in About Caledonia non c’è forza di gravità. Le due gambe di un esploratore sono ancora visibili fluttuanti nell’aria, mentre il resto del corpo è già inghiottito dalla parete del nostro campo visivo.

Testo di Sonia Sion per la mostra About Caledonia alla Soligo Art Project – Roma dall’11 dicembre 2001 al 12 gennaio 2002

“Innesti. Il contatto e’ contaminazione. Ogni visitatore per accedere all’istallazione dovra’ accettare l’applicazione di un tatuaggio.”

Piantagione/ Caledoscopi vedute dell’installazione

Amina. gesso e calco dentale 25 x 30 x 50 cm