
La mia ricerca si sviluppa sul confine, tra abbandono e resistenza.
Mi interessa la condizione del corpo in stato di emergenza, mero simulacro, in continuo scarto a se stesso e oltre sé, quando si offre in sospensione, tra l’apparire e lo scomparire in una transversalita’ temporale, ed emerge, affiora, presente.

Il mio operare spazia inevitabilmente tra linguaggi diversi, tornando sempre alla pittura, linguaggio che mi collega inevitabilmente alla storia, quale portato da affrontare anche nella sua logica inesorabile, lineare, ridefinendone le coordinate, ripartendo dalle linee. Riannodando un contatto tra corpo, coscienza e immaginario: ricollegando gesto, immaginazione e memoria in una dimensione generativa, gestante. Natura naturante.

Un percorso di riappropriazione nello scarto alla linea, dello scarto, per una circolarità; alimentando, oggi, quello che è bacino “antico” di virtualità, nel restituire al corpo la dimensione negata da una storia coloniale, patriarcale.
Un avanzare, procede, generativo, al quale la pittura, nella scelta del grande formato, apporta una pratica che implica inevitabilmente il corpo tutto. Dove l’astrazione anche più siderale si ricollega al gesto, ad una condizione dell’agire nello spazio, in un rapporto diretto con la materia, in un dialogo diretto con la luce, attraverso il colore, offrendo una possibilità di riscatto nel contatto e una possibilità di presenza nella condivisione, nell’addentrare, esercitare, disporre una virtualità che altro non è che spazio di immaginazione.


(…)sono i vuoti e le aporie della storia ad essere esplorati, in una indagine antropologica simulata ma ben decisa a smascherare le finte innocenze degli assetti geo politici: “Caledonia esiste come luogo della mente, che come tale è ancora vivo e produttore di idee e messaggi”.
Maria Teresa Roberto
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valerisanguini
" identità anarchica, un'unico nome, che non distingue nome da cognome, libero da parentele, referenze geografiche o di genere"
Apro questo spazio digitale aderendo e sottoscrivendo ogni passaggio di Action 1 di Kimsooja.
Perché partecipare a quello che è diventato il Worls Wide Web non è scontato e non sono molte le riflessioni da condividere in proposito.
Aggiungo che quel che in questo spazio appare è un simulacro e una traduzione in pixel di un luogo che la mia pratica invita a coltivare.
Ho scelto di lavorare principalmente a contatto con la materia, in un dialogo diretto con la luce, con il colore, seppur riconoscendo e affrontando la dimensione nel colore nell'artificio e della virtualità che la pittura genera da quando il mondo è mondo. Tutto quello che qui vedete esiste anche senza corrente elettrica nelle sue proporzioni e frequenze sole.
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Non aspettate che salti la corrente o si stacchi la spina per venirmi a trovare di persona nel mio studio in via di valle Aurelia 132D a Roma.