(working on the English translation, do you want to help?)

Questo progetto inizia oggi 8 marzo 2021 al Museum Franzenfeste Fortezza in Italia

un video intervento dal quale nasce l’idea di un

iNN/tESTO collettivo:

a seguito il testo al quale reagire, aggiungere, partecipare: vi aspetto numerose!

(sotto al link in rosso ancora la versione iniziale del testo e gli appunti quotidiani al riguardo)

https://annuel2.framapad.org/p/inntesto-9m8d?lang=it

ENGLISH VERSION COMING SOON!!!

I luoghi nei quali intervenire e con un’urgenza a cui quest’istituzione dà voce anche in una dimensione personale,,sono quelli del quotidiano essi sono scontati, meno stupefacenti, non tanto discussi come quelli espositivi, e proprio per questo vanno aperti, in altrettante fessure, crepe, brecce che ne sondino materia.

Approfitto di questa occasione per far rimbalzare l’ invito e protrarne l’ecoin questa data dell’8 marzo 2021 dando spazio ad un progetto, che nasce mentre scrivo il testo per questo intervento

e ringrazio il museo di Fortezza per questo dialogo aperto PERCHE’ AFFRONTARE QUESTO ASPETTO E’ PIU’ CHE MAI OGGI URGENTE

PROPRONGO un esperimentodi innesto testuale

PERCHE’ QUESTO spazio EMERGA E SI FACCIA CORPO.

ad unirsi a quello dei corpi tanti ignorati.

l’invito e’ quello di coltivare una mappa di testimonianze che emerga in un esercizio corale,una sorta di Ipertesto/ta te ti to tu, invitando altre donne ad aggiungere un loro tassello,un nodo,una coordinata,svelando ognuna la sua personalissima condizione, I suoi particolare esempiin una tessitura in divenire senza plot , finche non sara’ un tappeto capace di volare da solo,

Note

, link,

appunti aggiunte ma non al margine, cuore del testo, testi a se.

Offro per iniziare un luogo ma spero il progetto trovi sponde e luoghi per spaziaree magari sostegno in altri territori?

L’invito e’ quello di coltivare una mappa di testimonianze che emerga in un esercizio corale, una sorta cadavre esquis non surreale ma piu’ che reale, senza veli, nudo e flagrante nei suoi respiri faticosi INIZIALI,

“Mi ritrovo per essere nata donna, ad incarnare quell’emisfero di realtà

che vive la maggioranza del proprio tempo e sentimento

in luoghi che non lo comprendono

ma anzi lo murano,

strutture anguste che abbiamo malgrado noi incorporato

Quelle che impongono la banalizzazione di un pensiero binario con la sua morsa a strozzare ogni altro linguaggio,

-“sei forte perche’ non sei debole…e sei gia’ meno meta’ di te stesso questo lo sai?

010110000000000010010000001111110000000000000 e puoi dire tutto quello che vuoi, non e’ straordinario?”-

a quelle di una linearita’ temporale in un COWNTDOWN implacabile in cui srotolare le nostre vite nere, migranti…

e qui la lista si allunga…

FOTOGRAMMI che ci vedono

accudire/consolare/sostenere/pulire

e mi raccomando sorridenti…

quando non deleghiamo questi compiti ad altre,

per entrare in altri fotogrammi

proiettati quelli si, pero’,come film di successo,

alle Abitudini,

quando sono ancora e maledettamente

regole, leggi

patriarcali che dominano ambienti familiari e lavorativi e spazi politici,

e qui un’ ampio spazio immenso

le quote rosa e violette della nostra assenza che non si recuperera’ in numeri,

cosi’ come le altrettanto anguste, taglienti strutture degli ambienti urbani nei quali ci muoviamo,

la meccanicizzazione ambientale alla quale il nostro corpo si allena a fatica,

rifiutandosi ancora,

qui esempi tanti

nel rispetto di un’ortogonalita’ che sembra unica condizione di movimento nello spazio, ai iii

“passa con il verde non col rosso

ma l’azzurro….

guai ad ignorare quell’incrocio

agli spazi modulari, pieni di angoli che sono I nostri appartamenti nei quali incastriamo altri moduli fiere del risultato identico all’identico

una lista di nomi di mobili IKEA?

Ma dov’e’ finita la curva?

E mi viene in mente Frank Gerhi che le ha prese tutte per se’ tante svettando in presenzialismo

un po’ come quei genitori con pupi al collo sui luoghi di lavoro, che diventano eroi…

come si chiamava quel calciatore che e’ sceso in campo con il figliolo al momento della vittoria? mi chiedo se debba apparire in questo testo

a queste strutture non fanno che aggiungersi potenziandosi nei cunicoli ed incastri

degli spazi digitali ai quali

ci allenano giocado, quelli che questo gioco lo giocano perche’ non ne conoscono altri,

ficcandoci dentro acquari variopinti, che son piu’ soffocanti dei di centri commerciali

e vai e compra e decora,

altrimenti buona e fai anche tu la guerra attillata in quei corpi smussati che si muovono un po’ gia’ come noi barcollanti, in piedi ma pur seduti, pero’ finalmente in 3D

e qui vorrei mettere un video di mio figlio che imita gli eroi di Fortnite…(si potrebbe lanciare un gioco a chi li imita meglio)

e il nostro compito e’ far tenere tutto insieme

il nostro Tetris della cura,

quello dei Natali tutti insieme e del pranzo con la cena…..

altra lista all’infinito > prego il link e’ gia’ predisposto

“si amore, gioca ancora un quarto d’ora a Meincraft

(perche’ Meinkraft e’ costruttivo, creativo, lo usano pure a scuola) e’ un po’ come il lego…

e poi piace anche a papa’ e cosi’ giocate un po’ insieme e io mi faccio una doccia?

…..da continuare dopo la doccia pero’

Seguono appunti quotidiani dai quali ripartirò per espandere il teso e serviranno da ulteriori note.

9.03.2021_ a Radio3 Tutta tutta la città‘ ne parla oggi lo sconcerto, la preoccupazione, e bellissimi interventi che si sono concentrati sul problema degli effetti del Covid e quindi il lockdown sui giovani e i bambini di cui la politica non sembra preoccuparsi abbastanza o meglio deleghi tutto alle famiglie..ma non e’ ovvio che le relazioni, (quelle che richiedono cura pensieri impegno quotidiano…, come i bambini e quindi la famiglia) non siano tematiche centrali per la politica?

>riascolta seconda parte e segna il nome di quella gionalista che ha scritto

e grazie a mia madre trovo questa notizia a ricordarmi quante artiste sono attive e prendono la parola, devo a Monica Bonvicini molto della presa di coscienza della violenza degli spazi

https://ilmanifesto.it/io-dico-io-le-artiste-italiane-prendono-la-parola/?fbclid=IwAR3BL7mwtZgWVQwfqQ7jizb2vdnDuOQFovLiydJFpOe0e8A2U5sF0U8wGA0

approfitto dello spazio dedicato a questo tema in questi giorni e colleziono informazioni e nomi di donne da seguire:

Rebecca Solnit https://www.internazionale.it/opinione/rebecca-solnit/2020/09/18/uomini-spiegano-donne?fbclid=IwAR2gdb8Zt-FQFJLEsQaIfRbuC547_-thu696hzf5E7gafIiiQcNGShFXhw8

questo Articolo degli Wu Ming non richiede parole, lo aggiungerei paro paro nel testo (una volta aggiunte parti sul colonialismo aggiungi link sul colonialismo italiano)